Milano, 23 giu. (askanews) - "C'è chi dice no" tra i 46 milioni di cittadini britannici chiamati al voto per il referendum sulla Brexit e decidere se restare a meno nell'Unione europea. Il fronte del "leave", contrario alla permanenza, secondo gli ultimi sondaggi, è attestato sul 49% contro il 51% del "remain" e a fare da ago della bilancia sono soprattutto le politiche europee sull'emergenza immigrazione.

"Il punto principale riguarda i nostri confini - dice ques'elettore - sembrano essere frontiere aperte e al momento Cameron non sembra riuscire a far fronte a questo. In un modo o nell'altro i migranti arrivano da Calais, lo si vede tutti i giorni sui giornali". "Non sono razzista - aggiunge questa donna - però la nostra è una piccola isola e questo nessuno lo dice mai. Dove metteremo tutte queste persone? L'Unione europea vuole che noi facciamo la nostra parte ma questo è ridicolo".

"Noi della vecchia generazione siamo stufi di essere presi in giro - conclude una pensionata - le nostre leggi in gran parte recepiscono quelle europee, perché non possiamo governare il nostro Paese con leggi nostre? È semplicemente ridicolo che debbano essere loro a dirci cosa fare".

L'affluenza alle urne per il referendum è molto alta. Per facilitare le operazioni di voto sono stati aperti seggi un po' dappertutto, addirittura in una lavanderia e un mulino a vento.

(Immagini Afp)