Londra (askanews) - A 3 giorni dal referendum inglese sulla Brexit che il 23 giugno 2016 potrebbe sancire l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea, la popolazione inglese resta divisa sul possibile esito della consultazione elettorale e, per la maggior parte dei britannici, l'immigrazione resta un fattore decisivo.

Le opinioni però sono condizionate anche dalle aree geografiche; c'è differenza, ad esempio, tra la zona est di Londra e la città multiculturale di Peterborough, 140 km a nord della capitale britannica, dove tra il 2001 e il 2015 si sono stabiliti circa 25mila immigrati, provenienti in prevalenza dall'Europa dell'est, e dove l'integrazione resta un problema sociale e culturale.

"Alcune persone sono preoccupate per quello che potrebbe succedere dopo la Brexit e temono di dover lasciare il Paese - spiega Gosia, animatrice di una radio locale per la comunità polacca - il fidanzato di una mia amica le ha promesso di sposarla se fosse necessario, per noi è importante essere membri della società inglese, è normale che siamo preoccupati".

"Gli inglesi sono tolleranti e hanno accolto gli immigrati - aggiunge l'euroscettico Pete reeve, consigliere regionale dell'Ukip, il Partito per l'Indipendenza del Regno Unito - però ci deve essere una proporzione corretta, persone giuste al posto giusto. Gli immigrati possono essere un enorme vantaggio per la società, ma il modo in cui si sta comportando l'Unione europea è del tutto sbagliato perché crea problemi all'occupazione".

Le condizioni sono più o meno le stesse ma il clima è leggermente diverso, invece, nella capitale inglese. Nell'est di Londra i livelli d'immigrazione sono simili ma non hanno la stessa influenza sul voto. Qui gli immigrati polacchi e italiani hanno adedirittura ridato vita a una squadra di calcio, il Clapton, in 17esima division e animano le domeniche sportive del quartiere, mentre i cittadini li sostengono con slogan anztirazzisti.

"E' un posto molto accogliente - spiega questo tifoso - nei club di provincia trovi tutti calciatori bianchi e inglesi, nessuno di nazionalità diversa. A volte è un problema della gente che non è abituata a confrontarsi con altre persone. Quando si arriva qui si ha un'idea perfetta di cosa voglia dire ritrovarsi tutti insieme".

Resta di fatto, però, che quasi il 50% degli elettori britannici considera l'immigrazione l'elemento più importante per la propria decisione. Una condizione che non gioca certo a favore degli europeisti.

(Immagini Afp)