Londra (askanews) - "La persona che guiderà il Regno Unito nell'uscita dall'Unione europea non posso essere io".

Con queste parole l'ex sindaco di Londra Boris Johnson ha annunciato al popolo britannico che lo ha seguito nella sua battaglia per la Brexit che non sarà lui il candidato alla guida del partito conservatore e, quindi il successore del primo ministro David Cameron, dimissionario dopo l'esito del referendum che ha sancito l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea.

"Londra e tutto il Regno Unito - ha detto - prospereranno fuori dall'Unione europea perché è chiaramente nell'interesse economico dei nostri amici e partner negoziare un accordo che ci consenta di mantenere liberi scambi

senza dazi e senza quote tirandoci però fuori dalla supremazia dell'Unione e riprendendo il controllo della nostra politica sull'immigrazione".

Questa, insomma, l'agenda del prossimo premier britannico che però non potrà essere lui.

"Il mio ruolo - ha concluso - sarà quello di fornire tutta l'assistenza possibile alla prossima amministrazione conservatrice, assicurandomi che risponda pienamente al mandato espresso dai cittadini attraverso il referendum".

Con l'uscita di scena di Boris Johnson, la sfida alla successione di Cameron resta aperta tra l'attuale guardasigilli britannico ed eminenza grigia della campagna per la Brexit Michael Gove, oggi tra i principali detrattori di Johnson, e la ministra degli Interni, Theresa May.

(Immagini Afp)