Brasilia (askanews) - Drammatica testimonianza della presidente del Brasile Dilma Rousseff convocata a testimoniare nel processo sulla sua destituzione che ha preso il via nell'aula del Senato a Brasilia. Nel corso della sua autodifesa di una trentina di minuti la 68enne Lady di ferro brasiliana, dopo avere ripetuto di non avere commesso alcun crimine, ha ammonito i senatori che votare per il suo impeachment disegnerebbe lo scenario di un vero e proprio colpo di Stato. Ricordando di essere stata torturata dalla dittatura militare negli anni '70, la Rousseff ha ribadito ancora una volta che il maggior paese dell'America latina sarebbe sul punto di perdere la sua democrazia.

"Quelli non amano sentire il termine "colpo di Stato" lo fanno perché intendono coprire la fabbricazione di una responsabilità che non esiste, priva di qualsiasi base, di qualsiasi consistenza. Quello che sta accadendo, quello che si sta cercando di nascondere, è il tentativo di cacciare un governo liberamente eletto e di sostituirlo con un esecutivo che non è passato attraverso lo scrutinio del voto".

Dilma Rousseff, che è stata sospesa dalle sue funzioni, è accusata di avere truccato il fabbisogno statale con dati contabili illegali, grazie ai quali il suo governo ha incassato prestiti non autorizzati per coprire i buchi di bilancio nel corso della sua campagna presidenziale del 2014, al termine della quale ottenne un secondo mandato al vertice del Brasile.

(Immagini Afp)