San Paolo (askanews) - L'ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva "è stato il leader supremo della rete di corruzione" nello scandalo Petrobras in Brasile: è questa la conclusione dei

pubblici ministeri brasiliani che hanno trasmesso alla Corte il dossier per l'incriminazione dell'ex capo dello Stato per corruzione e riciclaggio di denaro.

"La procura accusa Luiz Inacio Lula da Silva di essere il capo supremo della rete di corruzione" che operava in Petrobras, ha dichiarato il procuratore Deltan Dallagnol, che ha trasmesso alla giustizia il dossier per l'incriminazione di Lula per corruzione e riciclaggio di denaro.

Sorride l'ex presidente brasiliano a un incontro del partito dei lavoratori a San Paolo dopo la notizia dell'incriminazione. Per lui hanno parlato il presidente del partito Rui Falcao e il legale, Cristiano Zanin Martins. "E' già stato provato che Lula non è mai stato proprietario dell'appartamento. Non ha mai approffittato illegalmente di niente, è solo un episodio persecutorio", ha detto Falcao.

Il suo avvocato Martins ha parlato di "un'accusa irreale e di una tattica illusionista". "C'è una persecuzione in atto, ma anche qualcosa di più: c'è l'intenzione di eliminare l'ex presidente Lula dal panorama politico elettorale del 2018".