Brasilia (askanews) - La presidente del Brasile Dilma Rousseff, attualmente sospesa dal suo incarico per la necessità di verificare suoi presunti illeciti giudiziari, ammette di avere commesso degli errori ma niente che possa giustificare un impeachment.

La Corte suprema del Brasile ha autorizzato un'inchiesta sulla Rousseff, accusata di avere tentato di ostacolare indagini sull'ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva in merito allo scandalo di corruzione Petrobras, nominandolo ministro del suo gabinetto lo scorso marzo, e di avere utilizzato illecite manovre di bilancio per nascondere i reali problemi economici del paese durante la sua campagna elettorale del 2014 che le permise di essere rieletta.

Il 25 agosto la presidente dovrà affrontare il giudizio del Senato e ha lanciato un drammatico appello dichiarandosi innocente e promettendo di convocare un referendum sulle elezioni anticipate se non verrà destituita.

"Dobbiamo rafforzare la democrazia nel nostro paese e per questo il Senato deve concludere il procedimento di impeachment in corso riconoscendo, di fronte alle prove irrefutabili, che non esiste alcuna mia diretta responsabilità e che sono innocente", ha dichiarato la presidente.

Dopo avere ribadito di non avere commesso alcun crimine o tradimento, di non possedere alcun conto all'estero e di non avere mai ricevuto mazzette, la Rousseff ha proposto un appello al voto dei cittadini per uscire dalla crisi.

"Sono convinta della necessità della convocazione di un referendum, e a ciò fornirò tutto il mio sostegno, per consultare gli elettori sulla possibilità di elezioni anticipate e per chiedere il loro parere a proposito di riforme politiche ed elettorali", ha concluso la Rousseff.

(Immagini Afp)