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Bielorussia, a quarant’anni dal disastro di Chernobyl villaggi abbandonati e contaminati
(LaPresse) Quarant’anni dopo il disastro di Chernobyl, migliaia di ettari di territorio bielorusso rimangono abbandonati e contaminati. La Riserva radioecologica statale della Polesia, al confine con la zona di esclusione di Chernobyl in Ucraina, è stata creata per racchiudere l'area più colpita dalle ricadute radioattive. Oltre 22.000 persone sono state evacuate da 96 insediamenti, lasciando le loro case e i loro beni. Oggi i villaggi abbandonati sono pattugliati dalle guardie di frontiera bielorusse e gli scienziati utilizzano la riserva come laboratorio sul campo per la ricerca. In assenza di esseri umani, nella riserva si sono insediate numerose specie rare e in via di estinzione, tra cui il cavallo di Przewalski, il bisonte europeo, l'alce e l'orso bruno. Man mano che i livelli di radiazioni nei territori contaminati diminuiscono, alcuni terreni vengono gradualmente restituiti all’uso agricolo.