Dacca (askanews) - Ci sono 9 italiani tra le 20 vittime della strage jihadista nel ristorante di Dacca. La conferma, dopo ore di confusione, è arrivata dallo stesso ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni. Un altro connazionale è "irreperibile", o "forse tra i feriti", ha aggiunto il responsabile della Farnesina. Gli ostaggi uccisi dal gruppo di terroristi sono: Adele Puglisi, Marco Tondat, Claudia Maria D'Antona, Nadia Benedetti, Vincenzo D'Allestro, Maria Rivoli, Cristian Rossi, Claudio Cappelli e Simona Monti, si tratta prevalentemente di imprenditori del settore tessile che vivevano da anni nel paese.

Le vittime del massacro, in maggioranza straniere italiani e giapponesi, sono state uccise brutalmente da un commando armato che ha preso d'assalto un ristorante in stile occidentale nel quartiere diplomatico della capitale del Bangladesh, Dacca. Gli ostaggi sarebbero stati ammazzati a colpi di machete durante il sequestro durato oltre dieci ore che è stato chiuso da un blitz delle teste di cuoio. Sei assalitori sono stati uccisi e 13 ostaggi sono stati salvati.

Da almeno un anno il Bangladesh, un paese poverissimo con oltre 156 milioni di abitanti, a stragrande maggioranza musulmana, è testimone di un'escalation di sangue ai danni di stranieri, ma anche di cittadini ritenuti nemici dell'islam estremista. L'allarme era suonato per l'Italia già a settembre, quando il cooperante Cesare Tavella era stato massacrato a poche centinaia di metri dal locale, Holey's Artisan Bakery, teatro della strage di venerdì.