Roma, 6 lug. (askanews) - Decine di persone hanno donato il sangue dopo l'attacco che il 3 luglio nel centro di Baghdad ha provocato 250 morti e 200 feriti, il più grave attentato nella storia dell'Iraq dall'intervento armato del 2003 sotto comando statunitense.

"Non sono venuto per qualcuno in particolare. Sono qui perché lui (il ferito, ndr) è iracheno, non importa chi sia o a quale gruppo etnico appartenga, non mi importa. Ciò che importa è che è un iracheno ferito e ha bisogno di sangue, forse questo può aiutarlo un po'", dice questo donatore.

Domenica un tir imbottito di esplosivi è saltato in aria nel quartiere di Karrada, dove tante famiglie stavano facendo acquisti nella festività per la fine del Ramadan, il mese sacro di digiuno dei musulmani.

"Si contano 200 feriti e 250 martiri", ha precisato la ministra della salute irachena Adila Hamoud in visita a un ospedale di Baghdad. "La maggior parte dei feriti si sta riprendendo, grazie a Dio sono stati dimessi in condizioni migliori, qui ora si contano 23 feriti".

"I cadaveri sono stati trasferiti nel dipartimento di medicina forense e serve un esame del dna che confermi la parentela con le famiglie dei martiri, in tutto sono 150 cadaveri. Corpi carbonizzati dalle fiamme durante l'attacco terrorista".