Barcellona (askanews) - Tensione alle stelle in Spagna a pochi giorni dal referendum per l'indipendenza catalana del prossimo 1 ottobre. La Guardia Civil, la polizia nazionale spagnola, ha perquisito a Barcellona gli uffici del governo regionale catalano, arrestando 13 dirigenti, con l'obiettivo di bloccare la consultazione popolare ritenuta illegale dalla Corte costituzionale di Madrid.

La Guardia Civil, che risponde agli ordini del ministero degli Interni di Madrid, ha perquisito all'alba vari ministeri catalani, tra cui quello all'Economia, degli Affari esteri e degli Affari sociali. Tredici alti dirigenti del governo autonomo regionale sono stati arrestati, tra cui il braccio destro del vicepresidente, Josep Maria Jové. La polizia ha anche interrogato numerosi sindaci catalani favorevoli alla tenuta della consultazione popolare.

Fuori dalle sedi dei ministeri regionali e della Generalitat a Barcellona sono in corso manifestazioni spontanee di migliaia di militanti indipendentisti a sostegno del governo regionale e contro i raid della polizia.

Il governo autonomo catalano, ha indetto il referendum dopo che, con le elezioni del 2015, i vari partiti indipendentisti sono riusciti a formare una coalizione di governo. Il presidente dell'assemblea regionale, Jordi Sànchez, ha invitato a una "resistenza pacifica" contro l'operazione di polizia.

Dura presa di posizione del presidente catalano Puidgemont secondo cui Madrid ha di fatto imposto lo "stato d'emergenza" in Catalogna accusando il governo di Mariano Rajoy di essere "totalitario" e di violare "i diritti fondamentali".