Roma, (askanews) - La Slovacchia assumerà la presidenza di turno dell'Unione europea a luglio e dovrà affrontare diverse sfide, tra cui l'emergenza migranti. A parlare delle priorità di Bratislava, l'ambasciatore slovacco a Roma Jan Soth.

"Il governo slovacco ha adottato il piano strategico per la presidenza slovacca che prevede quattro priorità: la prima area riguarda l'agenda economica e finanziaria in cui possiamo inserire la preparazione del prossimo bilancio europeo per il 2017 e i progetti legislativi per l'Unione. La seconda area di priorità riguarda la crisi migratoria, un ambito molto importante per noi e per l'Ue intera. La terza è il mercato unico, che include il single digital market e l'unione energetica che per la Slovacchia significa anche sicurezza energetica. E la quarta priorità è quella legata alle relazioni esterne dell'Ue, il commercio e il processo di allargamento", ha spiegato l'ambasciatore.

"Ma l'annuncio più importante è il risultato del referendum sulla Brexit in Gran Bretagna. Il referendum potrebbe avere un impatto enorme nell'Ue e non solo, in tutta Europa, quindi noi speriamo nella vittoria del Sì".

"Il sistema di quote obbligatorie - ha sottolineato l'ambasciatore - non può essere il centro della nostra azione, l'unico criterio dell'efficienza dell'Ue, non si può risolvere il problema creandone un altro. Vogliamo raggiungere una politica migratoria sostenibile nell'Ue e dobbiamo continuare il processo iniziato con la Turchia, comunicare con Paesi terzi e gestire il dialogo con i paesi di origine della migrazione, migliorare Schengen proteggendo meglio le frontiere esterne dell'Ue e la Slovacchia è completamente coinvolta in questo processo: abbiamo addestrato più di 300 poliziotti e 15 sono negli hotspot in Italia, abbiamo investito più di 24 milioni di euro in progetti e programmi Ue nel settore. Le quote sono solo una parte del problema, ma siamo pronti a continuare a discuterne all'interno dell'Ue e trovare un consenso. Sarà la nostra sfida. Il Migration Compact proposto dall'Italia è una buona base che potremo usare per la soluzione della crisi migratoria. E' sempre meglio prevenire che risolvere i problemi".