Roma, 15 lug. (askanews) - A 22 giorni dall'inizio delle Olimpiadi di Rio de janeiro, l'artista di strada brasiliano Eduardo Kobra dà gli ultimi tocchi al gigantesco murales della zona portuale della città, un quartiere ripulito e riqualificato per l'occasione fra tram nuovi fiammanti e facciate rifatte. Sarebbe l'affresco più grande del mondo.

Kobra lavora su una gru a venti metri da terra, spray in mano: "Questo lavoro è un affresco che parla di pace, dell'unione delle culture, dei popoli, delle religioni e dei costumi. Nel mondo in cui viviamo, nei conflitti che vediamo, voglio dimostrare con quest'opera l'unione e non la separazione la violenza o i pregiudizi".

Il murales misura quasi tremila metri quadrati. I cinque continenti sono simboleggiati da cinque facce, una per ogni anello olimpico, in rappresentanza dei popoli indigeni: un Karen della Tailandia per l'Asia, un Huli della Papuasia per l'Oceania, un indiano Tapajo dell'Amazzonia brasiliana per l'America, un Evenko della Siberia per l'Europa e un Mursi dell'Etiopia per l'Africa. L'affresco si intitola "Siamo tutti Uno" e ricopre interamente uno dei muraglioni del porto, di fronte ai traghetti turistici che fanno il giro della baia di Rio. Agnaldo Brito Pereira, che lavora con Kobra da quindici anni, spiega come è realizzato: "Qui abbiamo una griglia con i numeri e trasferiamo i colori proporzionalmente al numero di quadrati disegnati sul muro. E' un po' come battaglia navale: prendi il quadrato 1 e il quadrato 50 e li colori in base al modello".

Kobra lavora undici ore al giorno da una settimana con la sua squadra di pittori. E' diventato famoso nel 2005 quando ha dipinto un murales su un palazzo di Lione in Francia. Quest'opera gli è stata commissionata dal comitato Rio 2016, dal sindaco di Rio e da Andrea Franco, la direttrice artistica del Viale Olimpico, la strada dove si trova l'affresco.

"Per me", spiega Kobra, "i giochi sono un incontro di popoli non una competizione. Quando vedo gente da tutto il mondo che si incontra e fraternizza: questa è la vera bellezza delle Olimpiadi".