Roma, (askanews) - "Qui i bambini muoiono di fame": pronunciate queste parole, un giornalista siriano di al Jazeera in collegamento da Aleppo scoppiare a piangere. Fadel al Milad, corrispondente dalla Siria, travolto dalla commozione si copre il volto e poi si allontana dalla telecamera.

Il giornalista stava descrivendo le sofferenze degli abitanti della parte orientale della seconda più grande città del Paese, assediata da giorni dalle truppe del regime del presidente Bashar al Assad. Una situazione drammatica per circa 300mila civili, minacciati da una profonda crisi umanitaria che li vede a corto di cibo e rifornimenti da circa un mese.

"Si dice e si ripete che bisogna riferire ciò che accade in Siria con obiettività, ma di fronte a questo disastro umanitario non possiamo far altro che sostenere questi neonati e bambini che vivono sotto assedio, che non hanno più nulla da mangiare", afferma il giornalista, rispondendo ad una domanda dallo studio.

"Non si può non stare dalla parte di queste 300mila persone che cercano semplici cure mediche e corridoi umanitari. Non possiamo fare altro che sperare di non rivedere ciò che abbiamo visto a Madaya e a Ghouta (due località nella provincia di Damasco, teatro di analoghi assedi e conseguente crisi umanitaria). Dei bambini affamati che muoiono di fame". E a quel punto Al Milad scoppia in lacrime. In sovraimpressione, tradotto in francese, il commento dallo studio. "Grazie per questa testimonianza".