Aleppo (askanews) - Le immagini dell'attonito stupore del piccolo Omran, recuperato sanguinante e impolverato dalle macerie di un edificio bombardato di Aleppo, hanno sconvolto il mondo riportando i riflettori mediatici sulla guerra in Siria.

"Omran stava cenando con i suoi quando sono piovute le bombe" ricorda Ibrahim, un amico della piccola vittima. "Stavamo qui a giocare quando tutto è saltato in aria".

L'uomo che ha salvato Omran è Ammar Tabyeh, un infermiere che ha strappato il piccolo dalla morte, ancora scosso e traumatizzato da quell'esperienza, anche se moneta corrente nel quotidiano di Aleppo e che solo per un capriccio mediatico digitale è balzato agli onori delle cronache internazionali.

"Tra i feriti sotto le macerie c'era anche quel bambino" spiega Ammar. "L'ho tirato fuori ma era sotto shock. L'ho portato sull'ambulanza, era ferito: aveva tre schegge in testa e una nel braccio. Era ricoperto di polvere. Sono riuscito a prenderlo in braccio ma ero felice e sconvolto. Ero grato a Dio per averlo salvato ma sconvolto perché era solo un bambino di cinque anni. Perché gli è toccato tutto questo...?".

Intorno ad Aleppo divisa e assediata infuriano ancora feroci combattimenti e l'Onu ha deciso di sospendere i tentativi di far affluire nella città aiuti umanitari mentre si moltiplicano gli appelli per una tregua umanitaria. La Russia si è dichiarata pronta a sostenere la richiesta di una tregua di due giorni, una tregua che se avesse successo potrebbe diventare settimanale. Grazie anche a Omran e Ammar e a un capriccio mediatico digitale.

(Immagini Afp)