Roma, (askanews) - Una delle arterie principali del Cairo, in Egitto, viene completamente interdetta agli automobilisti e bloccata dagli amanti del jogging e da ciclisti. Accade ogni venerdì, che nei paesi musulmani è come la domenica. Ahmed ferma le poche macchine in circolazione per far passare migliaia di maratoneti: i corridori invadono le strade quasi deserte della megalopoli, nonostante il caldo e il traffico. Percorrono quattro km di corsa nella città più popolosa del continente africano.

"In qualsiasi altro Paese le strade vengono chiuse per i corridori. Ma non da noi. Allora, noi veniamo qui ogni venerdì, alle 7 del mattino, perché c'è ancora poco traffico e blocchiamo tutto", dice Ahmed, uno dei membri del gruppo di marciatori del Cairo.

"Il Cairo è una città magnifica, ma è ancora più gradevole al mattino. Dopo, la circolazione diventa una cosa orribile, soprattutto intorno alle 16", spiega Bassem, studente di finanza.

Gli amanti del jogging provengono da diversi Paesi e organizzano corse collettive nella capitale egiziana. Fondata nel 2012, l'organizzazione dei Corridori attira tra le 2.000 e le 3.000 persone ogni settimana. Presenti anche numerosi ciclisti.

"Siamo boicottati e ridicolizzati - dice - gli uomini così come le donne. La gente ci ripete che questo non è un luogo per andare in bici, che le strade sono già ingombrate a sufficienza. Ma io ignoro i loro commenti, perché un sacco di gente vuole andare in bici".

Il presidente egiziano al-Sissi ha fatto appello agli egiziani a sostituire l'auto con le biciclette. Ma le strade pericolose e l'assenza di piste ciclabili scoraggiano non poco anche gli appassionati più convinti delle due ruote.