Sventolano appaiate le bandiere con il disco rosso su sfondo bianco e quelle con la stella gialla dentro un rosso piu' scuro: e' la prima storica visita in Vietnam di un imperatore del Giappone. Potrebbe essere l'ultimo viaggio all'estero di Akihito, che gia' nell'agosto scorso ha suggerito di voler abdicare. Per questo occorre una apposita legge: il governo del premier Abe si e' orientato a promuovere una normativa ad hoc solo per questo imperatore, per permettergli di abdicare forse a fine 2018. Akihito a Hanoi ha deposto una corona di fiori al mausoleo di Ho Chi Minh. Sembrerebbe una ironia della storia, visto che il Giappone e' stata una base logistica essenziale per la guerra americana in Vietnam. Ma non lo e' piu' di tanto, visto che l'invasione nipponica dell'Indocina porto' a un risveglio dei popoli sotto dominio coloniale e che non pochi militari giapponesi restarono nel dopoguerra ad addestrare i Viet Minh nella lotta antifrancese per l'indipendenza. Oggi e' interesse di entrambi i governi approfondire le relazioni bilaterali, anche per cercare di bilanciare la crescente influenza regionale della Cina. Se, formalmente, la visita di Akihito non ha significati politici ma intende attestare un “goodwill” generico e rispondere a ripetuti inviti dei leader vietnamiti, non puo' sfuggire che arrivi a poco piu' di un mese da una analoga trasferta del premier Shinzo Abe
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