Berlino (askanews) - "Le vittime hanno descritto il loro passaggio al coro come una prigione, un inferno e un campo di concentramento. La maggior parte di loro lo descrive come il momento peggiore della loro vita segnato da violenza, paura e angoscia". L'avvocato della Chiesa cattolica chiamato a fare luce sul caso del coro di Ratisbona, Ulrich Weber, descrive così le testimonianza delle vittime, 547, degli abusi commessi per decenni nel famoso coro di voci bianche.

"Le violenze fisiche erano quotidiane, spesso brutali

e sono state commesse contro un gran numero di allievi - ha detto - Si sono svolte principalmente fra il 1960 e il 1970 ma fino al 1992, sono stati riportati casi di violenze corporali".