Srebrenica (askanews) - Dopo 17 anni, un serbo torna sulla poltrona di primo cittadino della città di Srebrenica, nota per il massacro di 8mila musulmani a opera delle forze serbo-bosniache nel 1995. Salvo clamorose sorprese dell'ultim'ora, infatti, la città si prepara ad avere il suo primo sindaco serbo dopo le elezioni comunali in Bosnia di domenica 2 ottobre.

Si tratta del 34enne Mladen Grujicic che ha dichiarato vittoria sull'oppositore musulmano e sindaco uscente, Camil Durakovic, dicendo che la gente ha dimostrato di "volere il cambiamento".

Se confermata la vittoria, Grujicic sarà il primo sindaco serbo della città dal 1999, anche se Durakovic ha detto di voler aspettare i risultati definitivi e l'esito del voto postale.

"Voglio ringraziare tutti gli abitanti di Srebrenica per questa grande impresa - ha detto Grujicic - soprattutto li ringrazio per essere stati così tanti a votare, questi numeri dimostrano che la gente vuole un reale cambiamento in meglio, in questa città".

Srebrenica oggi è un microcosmo bosniaco, con musulmani e serbi che vivono fianco a fianco ma non insieme, ancora diffidenti gli uni degli altri a vent'anni dalla guerra di Bosnia del '92-'95, che ha ucciso 200mila persone costringendone un milione a fuggire dalle proprie case.

Grujicic ha promesso che il municipio continuerà a commemorare l'11 luglio 1995, la data del più tremendo massacro in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale. In un'operazione che due tribunali hanno definito "genocidio", le

forze serbo-bosniache massacrarono uomini e ragazzi musulmani che vivevano nell'enclave sotto protezione dell'Onu.

"Ho sempre rispettato le vittime - ha concluso il neo sindaco in pectore - non ci sarà mai alcun problema per le celebrazioni dell'11 luglio".

In Bosnia, in questo periodo, le tensioni sono particolarmente forti, dopo la decisione dei serbi di continuare a celebrare la loro "festa nazionale", nonostante Sarajevo l'abbia dichiarata illegale. Nella cittadina nordoccidentale di Velika Kladusa, invece, la poltrona di sindaco dovrebbe essere occupata da Fikret Abdic, 77 anni, condannato per crimini di guerra da un tribunale croato nel 2002.

(Immagini Afp)