Roma, (askanews) - Contro ogni previsione, i colombiani hanno bocciato l'accordo di pace siglato dal governo con i guerriglieri delle Farc: al referendum voluto dal presidente Juan Manuel Santos, per dare maggiore legittimità all'intesa, il "no" ha infatti ottenuto il 50,21% dei voti contro il 49,78% andato al "sì".

"Io non cederò e continuerò a cercare la pace fino all'ultimo

giorno del mio mandato, perché questo è il cammino per lasciare un paese migliore a chi verrà", ha dichiarato il presidente colombiano Juan Manuel Santos.

Stesso impegno espresso dal leader delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (Farc), Rodrigo Londono, meglio conosciuto con il nome di battaglia Timoleon Jimenez o Timochenko:

"La Farc-Ep mantiene la volontà di pace e ribadisce la disposizione a utilizzare solamente la parola come arma di costruzione verso il futuro", ha detto in un discorso all'Avana, precisando che il cessate il fuoco rimane in vigore.

L'ex presidente e attuale senatore della destra, Alvaro Uribe, che ha fatto campagna per il "no", ha detto:

"Vogliamo contribuire a un grande patto nazionale. Ci sembra fondamentale che in nome della pace, non siano messi in pericolo i valori che la rendono possibile: la libertà, la giustizia istituzionale e il pluralismo".

L'affluenza alle urne è stata pari al 37,28%; dal 1958 la partecipazione al voto oscilla tra il 33% e il 58,47%, un record mai più superato dal 1974.