Nel giorno e nell'ora in cui suo padre annunciò la resa del Giappone, 70 anni dopo l'imperatore Akihito ha espresso oggi a mezzogiorno i suoi sentimenti di “profondo rimorso” per la guerra. Non l'aveva mai fatto in termini cosi' precisi nella commemorazione ufficiale che si tiene ogni anno alla Nippon Budokan di Tokyo.L'imperatore è apparso così più apologetico del primo ministro Shinzo Abe, che ieri, nel suo attesissimo discorso, ha evitato di esprimere sue nuove scuse personali per il passato imperialistico del Paese, anche se ha riaffermato definendole immutabili le precedenti dichiarazioni di scuse e rimorso degli ex premier Murayama e Koizumi.
Abe ha comunque ribadito che pensando al passato non si deve fare mai più la guerra. Il 15 agosto è anche l'occasione per migliaia di cittadini per una visita commemorativa al controverso tempio nazionalista Yasukuni che onora come dei i milioni di caduti in guerra (compreso chi fu giudicato criminale di guerra). Ci sono andati anche tre ministri, mentre Abe ha inviato una offerta votiva, il che ha suscita irritazione in Cina e in Corea. La gente onora i caduti, ma spuntano anche vari nostalgici del passato imperialismo.