Roma, (askanews) - Teatro, cinema e tv. E' uno dei giovani attori del momento. E dopo aver affiancato Vanessa Incontrada nella fiction "Non dirlo al mio capo", è protagonista insieme ad Alessandra Mastronardi della serie "L'Allieva", regia di Luca Ribuoli, dal 27 settembre su Rai1: la storia di Alice, giovane specializzanda in medicina legale, alle prese con casi complicati e divisa tra un aitante medico, il dott. Conforti, e un giovane reporter.

Lui è proprio il medico, un po' cinico e soprattutto corteggiatore. "Un gran gigione libertino, corteggiatore di quelli con metodo, a martello su tutte le prede possibili, però con Alice qualcosa di particolare comincia ad avvertirlo, il che però non mette in discussione il suo stile di vita, non c'è redenzione".

Non solo medicina e triangolo amoroso, "L'Allieva" Alice ama indagare. "E' una brava specializzanda, ma soprattutto una gran brava detective. Succede il fenomeno della signora in giallo, muore un sacco di gente intorno a lei e lei indaga". "E' una commedia di un genere già molto frequentato, il giallo rosa è un genere tipico soprattutto Rai, ma c'è un gran bel margine di modernità. Le musiche sono fresche, sanno di 'Belle e Sebastien', di un paesaggio sonoro che è molto nostro, intendo della mia generazione, per cui questo lavoro è stato scritto, ed è pieno di attori giovani, ha un'età media dei protagonisti tra le più basse che si possono registrare sulla tv generalista e non solo".

Lino Guanciale aveva anche pensato di fare il medico, come suo padre, aveva passato il test per entrare all'Università. Si è quindi divertito con questo ruolo:

"E' piaciuto anche a mio padre, la prima cosa che ho fatto sul set è stato un selfie in camice che gli ho mandato in sostituzione di quel futuro che avrebbe voluto, ma i miei genitori sono contenti anche così".

Eppure aveva le idee chiare: "Se non avessi fatto l'attore sicuramente il neuropsichiatra infantile, avevo pronta anche la specializzazione, mi appassiona curare gli altri".

Aveva anche una passione sportiva che ha dovuto lasciare quando ha scelto di fare l'attore.

"C'è stata anche una fase in cui mi chiedevo se fare il rugbista professionista, ma si faticava un po' troppo..." "Non c'era compatibilità tra il lavoro che volevo fare dove serve una faccia truccabile e uno sport decisamente di contatto come il rugby".