Roma (askanews) - E' una città segnata dal recente passato ma proiettata verso il futuro la Beirut presentata attraverso 100 opere nella mostra "Home Beirut Sounding the Neighbors", al Maxxi fino al 20 maggio. Le diversità culturali, le memorie della guerra, l'effervescenza del presente e la profonda trasformazione urbana sono testimoniati da 36 artisti libanesi come Mona Hatoum, Marwan Rechmaoui, Vartan Avakian, Roy Dib.

Negli ultimi due decenni Beirut è diventata esempio di resilienza ma anche di dinamismo e vivacità culturale, di cui l'arte contemporanea è testimone e motore. Tra i temi ricorrenti su cui lavorano gli artisti libanesi, la contraddizione tra il ricordo del conflitto e la volontà di costruire una nuova società, quello delle migrazioni, nel Paese che ospita il maggior numero di rifugiati siriani, ma anche la città che si trasforma.

La curatrice Giulia Ferracci ha spiegato: "La memoria, la memoria storica e, appunto, i fatti, che hanno caratterizzato la storia di questa città attraversano davvero in maniera imponente tutta la creatività locale. Suggestioni che vanno dalla memoria, dall'archivio, dalla necessità di, anche, collocare il passato in modo diverso, cioè ricostruire i fatti. La mostra è anche un'occasione per riflettere su alcune delle più importanti manifestazioni di resistenza dell'uomo, rispetto a quello che sono le vicende della guerra civile e del successivo attacco israeliano avvenuto in Libano. E' quindi per questo una bella lezione di sopravvivenza".