Roma, (askanews) - Marco D'Amore, il Ciro di "Gomorra", è al Piccolo Eliseo di Roma con "American Buffalo" di David Mamet, lo spettacolo che ha inaugurato la stagione e che resterà in scena fino al 23 ottobre, di cui ha curato anche la regia. Lo racconta così: "E' molto facile da raccontare, ha un racconto lineare, è breve, ma come tutti i grandi testi nasconde molto altro. E' la storia di tre miserabili alle prese con un colpo che non realizzeranno mai e che sanno bene di non riuscire a realizzare, ma a cui si attaccano con tutte le forze per trovare una ragione per vivere".

Dagli Stati Uniti a Napoli, dallo slang americano del testo, al napoletano. "Lo abbiamo tradotto e tradito, come secondo me bisognerebbe fare con i grandi classici, perché i grandi classici suggeriscono, e anche se in questo caso è un testo che ha 40 anni, scritto dal '76 da un autore giovane, offre ancora spunti per indagare il presente, quindi è stata un'avventura complicata, difficile, ma tanto affascinante".

D'Amore ha un ruolo che fu di grandi attori. "Il mio personaggio è Teach nella versione originale, nel nostro neapolitan-americano diventa 'o' Professore', ha un'eredità gravosa, perché a teatro è stato interpretato anche da Al Pacino e al cinema da Dustin Hoffman; è un personaggio complesso, anche divertente, un borderline a metà tra il delinquente di strada e il folle, spero di restituirlo con grazia".

E' stato già regista a teatro, ma sempre con produzioni indipendenti con il suo gruppo, "La Piccola Società", stavolta la responsabilità è maggiore. Ma il teatro per D'Amore è questo, e ogni sera incontrare il pubblico gli dà una forte emozione.

"Io dico che il teatro è una roba pericolosa, se non ci sono avventure che ti fanno battere il cuore non vale la pena viverle". "E' un'emozione incredibile davvero difficile da raccontare perché posso sembrare patetico, ma davvero tremano le gambe ogni sera, ed è il motivo per cui si va in scena".

Dopo il debutto al Piccolo Eliseo, una piccola pausa per "American Buffalo", per poi ripartire.

"Per quest'anno lo congeliamo, il giorno dopo la fine delle recite parto con la terza serie di 'Gomorra', ma la stagione prossima andremo in tournée e spero di poter portare questo spettacolo 'americo-napoletano' ovunque".