Italia
Inaugurato "The Museum of Fallen Things"
Roma, 2 ott. (askanews) - La paura di non poter più svolgere azioni quotidiane come preparare il caffè o rispondere ad una chiamata al cellulare: The Museum of Fallen Things, campagna di sensibilizzazione sulle malattie reumatiche, prova a raccontare la sfida tramite le testimonianze in prima persona di chi combatte giorno dopo giorno con la patologia. L'intervista a Irma Cordella - AbbVie - Corporate Affairs Director: "Chi convive con una malattia reumatica sa bene che anche i gesti più semplici possano diventare impossibili o particolarmente complicati. Prendere un barattolo, tenere in mano un telefono, sollevare un bollitore: sono proprio questi gli oggetti che abbiamo scelto di raccontare nella mostra perché dietro ognuno di essi c'è una storia di rinuncia e di grandissima fatica. Con "The Museum of Fallen Things" vogliamo portare un messaggio di fiducia. Oggi, per molti pazienti, la remissione è un obiettivo concreto. Ad esempio, molte mamme possono tornare ad abbracciare i propri figli e gli sportivi possono ritornare a fare sport regolarmente. Però affinché questo diventi un obiettivo concreto per tutti sono importantissime due cose: che ci sia una diagnosi il più precoce possibile e che ci sia un dialogo aperto con il proprio reumatologo. Abbiamo scelto un luogo aperto, la Terrazza del Pincio, che simboleggi proprio la necessità di questa trasparenza nel dialogo. E abbiamo voluto con noi le associazioni di pazienti e di clinici perché per noi di AbbVie questa è la naturale continuazione di un impegno longevo. Sono quasi vent'anni che lavoriamo nell'immunologia e nella reumatologia perché siamo certi del fatto che comunità scientifica e pazienti possano realmente fare la differenza affinché nessuno debba rassegnarsi a convivere con il dolore". 350 milioni di persone nel mondo convivono con una malattia reumatica, di cui 6,5 milioni solo in Italia. Controllare la malattia è, però, possibile. Le parole del Prof. Luca Navarini - Università Campus Bio-Medico di Roma: "Il sintomo principale della spondiloartrite assiale è rappresentato nella lombalgia infiammatoria che ha delle caratteristiche peculiari. È un dolore infatti che insorge in maniera insidiosa nel tempo in pazienti relativamente giovani, cioè prima dei 40 anni, e che peggiora nelle ultime ore della notte e nelle prime ore del mattino. La lombalgia infiammatoria è proprio diversa rispetto a quella meccanica tipica magari dell'ernia discale o di altre patologie. Per quanto riguarda la differenza tra una spondiloartrite assiale radiografica e non radiografica la differenza la fa appunto la radiografia: nel caso della non radiografica abbiamo un quadro che è positivo in risonanza, quindi troviamo una sacroileite. Nella forma radiografica, invece, abbiamo già dei segni radiografici che possono essere dei punti ossei che sono il danno principale della patologia. Ovviamente cerchiamo di trattare precocemente la malattia con tutto un armamentario di farmaci che va dagli antinfiammatori steroidei come fase iniziale a molecole molto più nuove, farmaci biologici e sintetici a target". Consapevolezza, prevenzione e diagnosi tempestive. Grazie al dialogo continuo tra medici, pazienti e associazioni di categoria, la remissione si configura come possibilità concreta di riprendere in mano la propria vita.