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Comunali Milano, 3 minuti con Tommaso Goisis: “Costruiamo insieme la città dei prossimi 30 anni”

(LaPresse) Terza puntata di "Tre Minuti a Milano con", il format LaPresse dedicato ai candidati alle elezioni amministrative 2027. Protagonista Tommaso Goisis, 36 anni, nato e cresciuto a Milano, esperto di politiche urbane con un passato al Comune di Milano, in Airbnb e al Dipartimento per la Trasformazione Digitale di Palazzo Chigi, oggi attivista civico e co-fondatore del movimento "Sai che puoi?", candidato sindaco alle primarie del centrosinistra. Goisis ha scelto di incontrare LaPresse davanti alla piscina pubblica Argelati, chiusa da quattro anni dal Comune: "È una storia sia triste che di speranza", spiega. Triste perché la chiusura lascia la città "senza un luogo dove rinfrescarsi a tariffe accessibili" nei giorni più caldi dell’anno; di speranza perché le mobilitazioni cittadine, di cui rivendica di essere stato promotore con oltre 12mila firme raccolte, hanno convinto il Comune a scartare l'ipotesi di privatizzazione e a investire per riaprirla a tariffe popolari. Per l’aspirante candidato sindaco il primo problema di Milano è "esistenziale: vogliamo essere una città per chi ci investe da lontano o per chi ci abita da vicino?”. Tradotto, dice, è il tema del costo della vita: negli ultimi anni gli immobili sono cresciuti del 60% a fronte di stipendi saliti "tra il 10 e il 15%". Il secondo tema è la scuola, da rafforzare come presidio educativo e sociale, anche con centri estivi comunali per le famiglie. Il terzo è la sfida tecnologica: "Guardare avanti 30 anni", tra impatto dell'intelligenza artificiale sul lavoro e trasformazione della mobilità. Sulla giunta Sala, Goisis indica due meriti — l’attenzione al bilancio comunale e la realizzazione della metropolitana M4, "soprattutto per come sono state risistemate le aree superficiali" — e due demeriti: aver puntato tutto sull'attrazione di investimenti privati senza chiedersi "per chi fossero i benefici, generando immobili a 10-12mila euro al metro quadro", e aver allontanato i cittadini dalla partecipazione politica. Chiude rivendicando "una visione" per i prossimi 30 anni della città, costruita con una squadra che arriva "dall'università, dalle istituzioni": "Questo è il tempo del coraggio”, spiega. 
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