Roma, (askanews) - "In generale le prospettive del sistema previdenziale complementare sono buone, da quando ho scritto la legge nel 2005, nel 2007 c'è stata la prima opportunità di conoscenza da parte del grande pubblico con i famosi sei mesi di silenzio-assenso. Questo ha prodotto un raddoppio delle iscrizioni, quindi significa che non sono tanto i fattori economici, quanto i fattori della conoscenza soprattutto a livello di copertura che può fornire il sistema pubblico a incentivare la gran parte dei lavoratori. Sarebbe buono se si riuscisse a fare un ulteriore semestre di conoscenza per fare in modo che la gente conosca, non in modo allarmistico come successo recentemente, quale sarà la propria pensione. Il futuro è della previdenza complementare, la nostra ipotesi era almeno 65% di copertura del sistema pubblico e circa un 20 del sistema privato". Lo ha detto Alberto Brambilla, fondatore e presidente del Comitato Tecnico Scientifico, Itinerari Previdenziali, intervenuto a margine del convegno "Welfare Italia - Laboratorio per le nuove politiche sociali", promosso a Roma da Unipol e Censis.