Roma, (askanews) - "L'Italia è un paese interessante sotto molti punti di vista, anche perché è il terzo o quarto paese al mondo per attesa di vita. Siamo ormai oltre gli 80 anni, verso gli 85, di attesa di vita media e quindi è chiaro che la domanda di welfare è destinata ad aumentare. Inoltre abbiamo una popolazione di migranti presente sul nostro territorio, e complessivamente il welfare rappresenta un punto di crescita. E allora la domanda vera è se lo Stato ce la fa da solo. Lo Stato da solo rischia di non farcela".

Lo afferma il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta, intervenendo sui temi dei nuovi welfare e sottolineando in tal senso come sia "importante un'integrazione, di un privato sociale che non sia il mercato vero e proprio ma che siano le forze sociali che si organizzano per assicurare questo volume di welfare che va crescendo".

"L'idea del welfare aziendale l'abbiamo coltivata, abbiamo anche inserito nella scorsa finanziaria delle agevolazioni che ripeteremo anche in questa legge di bilancio proprio perchè rappresenta l'apertura di un mondo - prosegue Baretta -. Che sta come detto crescendo, basti pensare al fatto che il numero dei fondi integrativi sanitari è arrivato in pochi anni a 300 ma il complesso delle risorse a disposizione dei fondi pensione è di oltre 100 miliardi. Quindi abbiamo una ricchezza che va riutilizzata e che va realizzata per migliorare questi livelli di welfare. Il welfare aziendale è importante perchè integra il ruolo dell'azienda ed il ruolo del lavoratore".