Milano, (askanews) - Il salone haut-à-porter The One Milano, giunto alla sua terza edizione (23-26 febbraio) a Fieramilanocity, si fa in quattro, grazie alla creazione di nuovi spazi. Elena Salvaneschi, segretario generale The One Milano:

"Abbiamo lavorato molto a partire dal nostro nome One, per una nuova identità visiva, One perché riteniamo di essere gli unici a proporre un haute a porter, vale a dire un pret à porter alto di gamma che si qualifica per la qualità della materia prima e le capacità delle lavorazioni".

Le quattro anime di TheOne 2018 sono: #TheOneIdentity, in cui converge il meglio del contemporary luxury, dove il luxury non riguarda solo il prezzo, ma soprattutto la qualità del prodotto. E poi #TheOneShowroom. Salvaneschi:

"Una novità importante è la presenza degli showroom milanesi che con questo gesto vogliono dimostrare di essere un sistema, di collaborare insieme perché Fiere e showroom facciano arrivare i buyers da tutto il mondo che sono la linfa vitale del nostro sistema moda".

E ancora: #TheOneOriginal, vetrina dell'eccellenza che porta in primo piano le realtà industriali del comparto tessile. Stefano Drei, direttore commerciale dell'azienda Smart, che cura il marchio Daniela Drei, storica azienda bolognese:

"Siamo sul mercato da più di 50 anni. Nasciamo come maglieria per poi passare, da circa 15-20 anni, anche alla lavorazione di vari tipi di tessuti per un total look a 360 gradi. Come potete ben vedere, possiamo anche avere piumini in questo caso la nuova collezione autunno-inverno 2018-2019".

E poi c'è #TheOneFur&leather, vetrina dei principali nomi del settore del fur e della pelle. TheOneMilano ha voluto dare spazio anche ai giovani talenti attraverso aree dedicate, in collaborazione con IED Milano e Accademia di Costume e Moda di Roma. L'area tendenze è curata da IFDA (Italian Fashion and Design Academy), di cui è fondatore e direttore Daniele Carlo Maria Fittole:

"Abbiamo lavorato molto sui tre moodboard, che rappresenterebbero questa nuova concettualità della moda sviluppata proprio nell'ambiente della pellicceria - ha spiegato, sottolineando - tengo a precisare che i nostri docenti non sono docenti, ma sono professionisti che nella vita fanno proprio questo tipo di lavoro e il grande supporto di gruppi selezionati di studenti che vanno a sviluppare poi tutto un lavoro di ricerca".