Milano (TMNews) - I venti di guerra che soffiano in Siria spingono al rialzo i prezzi del petrolio. Il barile di greggio Wti, consegna a ottobre, ha toccato quota 110 dollari portandosi sui massimi degli ultimi 18 mesi, mentre il più pregiato Brent, con stessa scadenza, è scambiato a 116 dollari, sui massimi degli ultimi sei mesi.A spingere le quotazioni sono i timori che un intervento militare contro la Siria possa destabilizzare i delicati equilibri mediorientali, dove si trovano i più grandi produttori di greggio al mondo, come Iran e Arabia Saudita. E infatti, in caso di attacco, l'Iran ha già minacciato ritorsioni contro Israele. Meno rilevanti, invece le conseguenze sugli impianti di produzione siriani dal momento che dall'inizio della crisi, nel marzo del 2011, la produzione interna di greggio è già precipitata da 380 a 39 mila barili di greggio al giorno.