Milano, (TMNews) - Dalle start up under 35 nel settore culturale a quelle che opereranno nell'ambito di welfare, mobilità, tecnologia. Cambiano i settori ma resta lo stesso percorso di responsabilità sociale per il Gruppo Unipol. Dopo l'esperienza di Culturability, con 15 start up in ambito culturale finanziate, ora la compagnia bolognese rilancia il suo impegno nell'innovazione sociale con un nuovo bando presentato a Milano: l'acceleratore d'impresa "Unipol Ideas", rivolto non solo ai giovani ma sempre alle imprese giovani. Una nuova iniziativa che definisce ancora meglio il profilo di Unipol nel campo della responsabilità sociale. Pierluigi Stefanini, presidente del gruppo. "Pensiamo che sia necessario, per il lavoro che svolgiamo nel mercato, essere consapevoli del nostro ruolo sociale: l'assicurazione ha una funzione sociale da svolgere. Vi è sempre più bisogno inoltre che queste attività producano innovazione, creazione di nuove idee".Idee tradotte in lavoro, come testimonia Silvia Avesani di"Quid", una delle quindici start up vinctrici di Culturability con un progetto di moda etica e sostenibile che coniuga il recupero di tessuti da aziende tessili con l'inserimento nel mondo del lavoro di donne in difficoltà. "Grazie al bando culturability abbiamo avuto la possibilità di crescere e acquistare macchinari e di reinserire altre donne", ha spiegati Avesani. Per apprezzare i frutti del lavoro di questa impresa giovane basta recarsi in tre negozi dove sono vendute le merci di Quid a Verona, Trento e Vicenza. Un caso questo, realizzato grazie al supporto del privato. Ma anche il pubblico non sta a guardare: Stefano Firpo, capo della segreteria tecnica del Ministero dello Sviluppo. "A due anni dal varo della legge abbiamo 200 start up costituite che hanno generato 8000 nuovi occupati.Bisogna però rafforzare la collaborazione tra start up e imprese tradizionali e spinoff universitari per far arrivare su questo settore nuove risorse".