Trento (askanews) - Avere un politico in famiglia rende almeno 500 euro di stipendio in più, ma si può arrivare tranquillamente a 2.000 euro. E questo solo nell'impresa privata.E' quanto viene dimostrato nella ricerca presentata al Festival dell'Economia di Trento dagli economisti Marco Manacorda, docente di Economia alla Queen Mary University di Londra, e Stefano Gagliarducci, docente presso l Università di Roma Tor Vergata.I dati dal 1985 al 2011 di 300 mila politici e 800 mila lavoratori del settore privato sono stati spulciati e analizzati per scoprire, al di là delle percezioni comuni, il reale vantaggio economico di aver un parente in politica. Marco Manacorda: "Le stime che troviamo sono intorno a cinquecento euro all'anno per individuo. Certo c'è un notevole grado di etereogenità, sono ritorni medi. Le stime ci danno ritorni in termini di mesi lavorati di 1.2 - 1.3. Il che significa che viene dimostrato che ci sono tanto dei ritorni nell'accesso alle posizioni lavorative, tanto in termini di remunerazioni e di carriera e progressioni".Il fattore nepotistico determina un enorme condizionamento sulla crescita dell'intero sistema economico. Basta pensare che se un anno di studio in più equivale a un rendimento del 6 per cento sulla retribuzione media, avere un cugino politico di per sè garantisce un rendimento del 3 per cento. "C'è un ritorno a degli asset non produttivi per l'economia. E questo tocca un tema di iniquità e di remunerazione di attività che non sono il merito, non sono il capitale umano. E riduce potenzialmente la motivazione a investire in capitale umano. E questo è potenzialmente fonte di distorsione".Oltre a confermare un luogo comune tanto evidente, la ricerca ne smentisce altri: l'effetto sembra essere più forte al Centro-Nord rispetto al Sud, e nelle città dove esiste una sede di tribunale il fenomeno del nepotismo politico risulta più frequente.