Roma (askanews) - Accompagnare in Borsa e fornire servizi evoluti alle piccole e medie imprese italiane: è questa la "mission" della società di consulenza Grant Thornton Advisory, che dopo 10 anni di assenza torna in Italia. Il network multinazionale (40 mila professionisti in 130 Paesi con 4,7 miliardi di dollari di fatturato) opera già nel nostro Paese con la società di servizi fiscali e legali Bernoni Grant Thorton (fondata e guidata da Giuseppe Bernoni) e con la società di revisione Ria Grant Thorton (presieduta da Maurizio Finicelli), che hanno 25 uffici nelle principali città, con 350 professionisti e un fatturato di 30 milioni. "Il network Grant Thorton ha deciso di rientrare in Italia anche nel settore della consulenza - dice Robertro H. Tentori, presidente di Grant Thorton Advisory - perchè essendo una grande multinazionale non può restare fuori dall'Italia, che sta cominciando ad essere percepita come un Paese che sta esprimendo degli elementi di ripresa, anche se non eclatanti. Ma è finito il periodo della grande negatività. Questa ripresa ha a che fare per noi soprattutto con la crescita delle Pmi, delle medie aziende dinamiche che stanno cominciando a guardare al mercato della Borsa. La Grant Thorton ha la caratteristica di saper gestire bene il rapporto con l'imprenditore. Tra i nostri clienti ci sono anche grandi corporation, ma la nostra matrice nasce con le imprese gestite dall'imprenditore, con cui si può parlare anche del futuro non immediato. In Gran Bretagna, per esempio, il nostro network è il maggior consulente (Nomad) per la quotazione in Borsa al segmento Aim delle medie imprese e ha portato alla quotazione più di 200 società. In Italia, dove le medie imprese quotate al mercato Aim sono solo 57, l'introduzione dei minibond e la crescita del mercato del private equity spingeranno anche le imprese minori del nostro Paese ad avvicinarsi alla quotazione". E sugli scandali che in passato hanno coinvolto nel mondo anche le società di revisione e consulenza, Tentori afferma:"Purtroppo gli scandali sono uno dei rischi d'impresa per queste società, però la normativa negli ultimi anni è andata molto avanti e ha adottato misure, come la separazione tra consulenza e revisione, la rotazione dei revisori, il criterio del revisore unico e il rafforzamento dei controlli, che rendono sempre più difficili le azioni scorrette. Si può quindi affermare che il mondo della revisione è cambiato e oggi è molto più restrittivo".