Roma, (askanews) - Lo studio legale americano Curtis sbarca a Roma, puntando a farne un ponte con tutta l'area del Mediterraneo. Lo spiega l'avvocato Galileo Pozzoli, managing partner delle sedi italiane.

"E' un segnale in controtendenza certamente: siamo il primo studio americano che apre a Roma dal 2002 - spiega Pozzoli - dopo 14 anni in cui molti studi Usa o Gb hanno chiuso. Noi siamo il primo studio al mondo per gli arbitrati internazionali. Siamo 450 avvocati in tutto il mondo, in 18 sedi".

Nella nuova sede, collocata a Piazza Venezia, l'attività sarà molto diversificata.

"A Roma svilupperemo molto l'immobiliare, il banking and finance, una parte del corporate e tutta la parte di relazioni istituzionali perché naturalmente siamo al centro politico italiano".

"E' una una sede di rappresentanza. Anche perché abbiamo tanti governi e la rappresentanza e l'assistenza a governi stranieri che investono in Italia è un fatto importante. La sede è stata una scelta mirata. Non è stato difficile convincere gli americani ad aprire a Roma una volta che hanno visto la sede prestigiosa che abbiamo scelto".

Un esempio significativo del lavoro svolto dallo studio Curtis è sulla Libia.

"La Libia è un cliente storico dello studio. Noi siamo vicini alle varie fazioni in campo. Nello specifico li abbiamo assistiti nell'esercizio del diritto di voto nelle grandi società quotate, mi riferisco a Eni, Finmeccanica e UniCredit. Questo ha comportato non solo la mera rappresentanza in assemblea, ma tutto un lavoro sulle sanzioni per poter liberare l'esercizio del diritto di voto e anche l'incasso degli eventuali dividendi. Un lavoro a 360 gradi durato mesi".

Un altro esempio è sulle banche italiane. "Certamente è aperto l'interesse di grandi gruppi, soprattutto americani, noi ne assistiamo alcuni naturalmente quando si arriva al dunque la valutazione di questi asset è sempre complicata".

E poi ci sono i clienti italiani. "Per quanto riguarda le società italiane, a Roma abbiamo le due multinazionali più importanti, Leonardo Finmeccanica e Telecom, che assistiamo e che avevano bisogno di una presenza sul territorio da parte nostra".