Roma, (askanews) - Il gioco legale, come le slot o gli apparecchi da intrattenimento che troviamo negli esercizi pubblici, viene bastonato dal governo, non da ultimo con un emendamento al decreto Stabilità presentato in Commissione bilancio della Camera che vuole aumentare il prelievo erariale (Preu) sulle giocate del 4,5% (dal 13 al 17,5%).Una stangata per gli addetti ai lavori, come spiega il presidente Sapar (Sezioni apparecchi per le pubbliche attrazioni ricreative) Raffaele Curcio: "Il settore ha una filiera produttiva importante anche a livello occupazione, con questi provvedimenti non si fa altro che distruggerla giorno per giorno, quindi si tornerà al passato con un ritorno all'offerta di gioco illegale e lì non ci si sarà né tutela per lo stato né tutela per il giocatore".L'ex segretario generale Cisl Raffaele Bonanni aggiunge: "Non costa niente colpirli perché non interessa a nessuno. E invece sbagliano perché ci sono di mezzo l'erario pubblico, che riceve quasi 10 miliardi dal gioco legale e poi c'è ancora di più il problema dell'illegalità che ingrosserebbe le proprie file, oltre a più di 120.000 persone che ci lavorano".Già con la legge di stabilità del 2015, 600 aziende della filiera hanno dovuto chiudere. Meno controllati invece il gioco online, in forte crescita nel nostro paese, le scommesse o i più classici gratta e vinci. Per non parlare del gioco illegale. La deputata Udc Paola Binetti, membro della commissione Affari sociali alla Camera: "E' un emendamento che va studiato, va subemendato, va votato, quindi in questo momento è soltanto una proposta - spiega - dovrebbe esserci un aumento del Preu (prelievo erariale unico) e questo dovrebbe servire a soddisfare maggiormente obiettivi che da un lato vanno sul fronte del sistema sanitario nazionale e dall'altro dovrebbero andare a vantaggio di varie forme di disabilità".Sapar ha organizzato a Roma il convegno "Gioco legale: Parliamone a carte scoperte" moderato da Nicola Porro. Tra i relatori anche lo psichiatra Paolo Crepet: "La ludopatia è un po' come la dipendenza da cocaina: lei chieda a un cocainomane se è cocainomane e lui dice di no. Perché dice ogni tanto... questa è la risposta di chi usa le macchinette. Non sto negando il problema, sto dicendo che è molto complicato".