Roma, (askanews) - Siamo alla vigilia della riapertura delle scuole e l'impegno dei ragazzi sarà maggiore sui libri, con una maggiore sollecitazione della vista, per questo è importante il punto di vista dello specialista. Askanews ha interpellato il professor Leopoldo Spadea, oculista e docente a La Sapienza di Roma. Prima di tutto, qual è la giusta età per la prima visita di un bambino?

"La prima visita - spiega il professor Spadea - viene effettuata al nido subito dopo la nascita. Un altra visita è opportuno farla dopo 6-9 mesi. Comunque la prima visita vera dove si fa una valutazione completa di tutto il sistema visivo del bambino si fa a tre anni di età. E comunque è necessario che prima di andare a scuola, quindi, prima del sesto anno di vita si debba essere visitati da un medico specialista in oculistica".

Per il professore importante è poi l'illuminazione delle stanze dove si studia o si legge. "L'illuminazione è molto importante specialmente nella genesi della miopia. Si è visto da uno studio recente che proprio la carenza di luce naturale è una delle cause che può portare ad una aumentata incidenza di miopia. Questo perché c è un neurotrasmettitore prodotto dalla retina, la dopamina, che viene appunto prodotto quando la retina è illuminata da luce naturale del sole che favorisce gli interscambi retina-cervello e riduce l'incidenza della miopizzazione cioè dell allungamento del bulbo oculare".

In tal senso lo specialista consiglia una corretta illuminazione dei testi che si leggono. "E' importante - sottolinea - che i ragazzi e i bambini abbiamo una postura corretta, quindi devono studiare con la schiena possibilmente dritta su un banco o una scrivania ben illuminata. Non è necessario che tutta la stanza sia illuminata a giorno, ma è importante che la luce diretta sia ben focalizzata sul testo e in più consigliare di fare delle pause, almeno ogni due ore i ragazzi si devono riposare e sgranchire la schiena".

Bambini e ragazzi di oggi giocano sempre più spesso o utilizzano smartphone e tablet. Questa pratica incide sulla vista, come lo stesso professor Spadea tiene a sottlineare. "Sicuramente incide, infatti si è visto che negli ultimi 40 anni è raddoppiata l'incidenza della miopia e questo sicuramente anche a causa della maggior diffusione di questi dispositivi. Ormai tutti i nostri bambini sono o con i videogiochi o con i dispositivi elettronici e questo sicuramente incide e infatti la miopia sta aumentando. E' previsto che nel prossimo ventennio raddoppierà l'incidenza della miopia nei nostri giovani".

Tra le patologie della vista più diffuse c'è la miopia anche se non è strettamente legata allo studio. "Innanzitutto - afferma Spadea - è sacrosanto che i giovani studino e si costruiscano un futuro, comunque i difetti più diffusi sono sicuramente la miopia che interessa in Italia, come in Europa e negli Stati Uniti circa il 25% della popolazione. In Italia ci sono ben 15 milioni di miopi. Altro difetto molto diffuso è quello della presbiopia che è il difetto che tutti quanti noi che abbiamo superato i 40 anni di età abbiamo con quella difficoltà nella visione da vicino. In Italia sono ben 28 milioni e circa 100 milioni negli Stati Uniti e sono circa 2 miliardi i presbiti nel mondo. Poi ci sono 9 milioni in Italia di ipermetropi e 9 milioni di astigmatici".

Lo specialista mette in guardia poi sull'acquisto di occhiali in farmacie e supermercati senza specifica prescrizione medica. "Innanzitutto - conclude il professor Spadea - questi occhiali vanno utilizzati esclusivamente per la presbiopia ed esclusivamente in condizioni di emergenza perché questi occhiali che hanno sicuramente il vantaggio di essere economici e pratici da poter essere comprati senza alcuna ricetta, presentano però tre difetti: innanzitutto hanno la stessa gradazione tra i due occhi e non sempre è cosi, cioè molto spesso un occhio ha un difetto e l'altro occhio un difetto diverso, in più hanno una distanza interpupillare standard e quindi non è calibrata sul volto dell'individuo e questo può creare dei difetti prismatici con disturbi anche nella visione e in più sono realizzati in genere con materiali di scarsa qualità dove sicuramente non c'è nessuna certificazione CE".