Roma, (askanews) - Un mercato unico europeo senza frontiere offre indubbi vantaggi: persone, merci, servizi e denaro possono circolare con la stessa facilità con cui si muovono all'interno di un singolo paese. I cittadini della Ue studiano, vivono, fanno acquisti, lavorano e vanno in pensione in qualsiasi paese dell'Unione, e possono godere di un'ampia scelta di prodotti provenienti da tutta Europa. A tradurre in numeri i benefici del single market è uno studio realizzato dalla AmChamEu, l'associazione europea che racchiude le principali aziende americane che investono da tanti anni in Europa. Se ne è discusso in occasione di un tavolo di confronto fra decisori pubblici e imprese (tra le altre At&T, MyTaxi Italia, Deliveroo e Facebook Italia) organizzato da Utopia, Amerigo ed Enam.

A illustrare i principali risultati della ricerca è il vice chairman single market task force di AmChamEu, Antonio Amendola.

"Il single market è una bella idea probabilmente raccontata male. Un'idea che deriva da parecchi anni a questa parte di integrazione economica come prerequisito per il raggiungimento di una pace solida e duratura. Lo studio è stato commissionato alla London economics che l'ha condotto indipendentemente e dimostra come i benefici del single market sono già tangibili e reali e si trasformano in una percentuale importante di Gdb e capacità di spesa delle famiglie e dei cittadini e dimostrano, e questo è importante perchè è un segnale molto positivo e incoraggiante, che una maggiore integrazione del single market in Europa si trasformi in un deciso rafforzamento e dispiegamento di questi benefici".

E i vantaggi sono concreti su Pil, consumi e occupazione.

"Attualmente il single market, così com'è, dall'anno scorso si traduce in circa l'1,7% sul Gdp europeo che vale circa 600 euro di capacità di spesa per ogni nucleo familiare e 3,6 milioni di posti di lavoro all'anno".

I dati purtroppo collocano l'Italia fra i paesi meno integrati ma questo non vuol dire che la situazione sia del tutto negativa, molto ancora si può fare.

"C'è tanto da fare e si può fare e sicuramente i benefici per l'Italia sono molto più incoraggianti di quanto non lo sia la difficoltà nell'applicare queste misure".

E' necessario, allora, puntare di più sul single market, perchè come ha sottolineato Giampiero Zurlo presidente e amministratore delegato di Utopia, è uno dei pilastri con cui Italia ed Europa possono definitivamente uscire dalla crisi.

"Lo sviluppo del single market europeo ha indubbi vantaggi, da un lato nei confronti dei cittadini e dei consumatori e dall'altro lato nei confronti delle aziende di tutte le dimensioni che operano nel mercato europeo. Nonostante questi indubbi vantaggi che si possono sintetizzare in un aumento della domanda e dell'offerta di beni e servizi da un lato e una diminuzione dei prezzi che i consumatori sono disposti a pagare con un rafforzamento delle loro tutele, il single market non è ancora compiutamente integrato. Lo studio che abbiamo presentato oggi relega l'Italia, purtroppo, nelle ultime posizioni in Europa, al 25 posto su 28 Stati membri, ecco perché è importante per una società come Utopia organizzare queste occasioni di confronto fra decisori pubblici e imprese che operano in tutti i mercati più evoluti non solo quello italiano e europeo ma nei mercati globali, perché indubbiamente il single market è uno dei pilastri con cui l'Italia e l'Europa insieme possono uscire da questa crisi evidente di questi ultimi anni".