Roma, (askanews) - Migliaia di pannelli solari, eolico, biomasse. La Sardegna è all'avanguardia per l'energia pulita e le fonti rinnovabili. In una Regione dove si fatica a trovare lavoro, in molti lo perdono e i giovani tendono ad andar via, investire nella green economy è sembrata una buona soluzione, il modo di creare lavoro e ricevere incentivi per tornare a crescere.Ci sono aziende che continuano le antiche tradizioni, producono formaggi e latticini ma adesso lo fanno con macchinari ultra-moderni, sfruttando energia pulita. Come spiega la proprietaria Rosetta Fanari:"Tutto deve essere fatto in funzione di quello che serve. Non bisogna permettere la costruzione di grandi impianti che non servono a noi, ma alle multinazionali straniere".Non tutti però sono contenti, il problema è proprio questo: le multinazionali hanno fiutato il business e le potenzialità del territorio e vengono accusate dai contadini e non solo di intascare tutti i sussidi, senza dare nulla alla Regione.Sulla costa Ovest dell'isola ci sono 1.600 case costruite con criteri green e oltre 100mila pannelli solari. Qui sono arrivati anche i cinesi, ma, lamentano gli agricoltori locali, avevano promesso finanziamenti e coltivazioni dei campi, invece nella zona ci sono solo erbacce. Soldi e incentivi che finiscono quasi sempre fuori dai confini italiani. E come se non bastasse, l'energia pulita attira anche la criminalità organizzata, a danno dell'ambiente e della salute dei cittadini.L'Italia per ora è tra i primi che investono in energia pulita, il 7,5% del consumo elettrico viene dall'energia solare. Ma ancora non si riesce a preservare e a sfruttare a dovere un settore con grandi potenzialità.(Immagini: Afp)