Roma, 16 lug. (TMNews) - Giovani e lavoro, un rapporto sempre più difficile e incerto, tanto che il 53% degli under 25 è precario. In tutti i paesi avanzati la mancanza di occupazione si è concentrata tra i giovani e i lavoratori con basso livello di qualificazione, ma in Italia negli ultimi mesi il peggioramento della situazione sui giovani è stato più rapido. A lanciare l'allare è l'Ocse nel rapporto annuale sull'occupazione."Per i giovani compresi tra i 15 e i 24 anni, la proporzione di lavoratori inoccupata è cresciuta di 4,3 punti percentuali nell'area Ocse tra l'ultimo trimestre del 2007 e l'ultimo trimestre del 2012". Nello stesso periodo in Italia questo aumento è stato di 6,1 punti.E ancor più preoccupante è che questa tendenza sia essenzialmente attribuibile "all'aumento dei cosiddetti Neet i giovani che non studiano e non lavorano. Chi invece ha un impiego si può lamentare del salario e dell'orario: in Italia (ventesima su 30 Paesi censiti) si guadagna meno e si lavora di più.Dal'Ocse arriva però un ulteriore avvertimento: i prepensionamenti non servono per favorire i giovani. I lavoratori che restano attivi più a lungo non 'rubano' il posto ai giovani.