Firenze (askanews) - Per Livia Pomodoro, presidente del Milan Center for Food Law and Policy, con la Carta di Milano sul diritto al cibo che verrà proposta in occasione di Expo 2015, l'Italia può ripetere il successo diplomatico iniziato nel 1980 con un'altra Carta di Milano, quella contro le mafie."E' una strada che noi conosciamo già. Io sono stata l'interfaccia delle Nazioni unite per quanto riguarda la Commissione mondiale per il contrasto della criminalità organizzata, firmata a Palermo nel 2000. Quella convenzione è nata moltissimi anni prima, nel 1980, paradossalmente con la Carta di Milano, che impegnava tutti gli stati a contrastare tutte le forme di criminalità organizzata, di corruzione e così via. A distanza di 20 anni, con un lavoro molto faticoso, ma anche molto proficuo, l'Italia può spendere la propria faccia perché l'Italia ha una grande credibilità internazionale come si è arrivati alla Convenzione di Palermo del 2000".Il rischio, ammette l'ex presidente del Tribunale di Milano, è che documenti come la Carta di Milano, una volta spenti i riflettori dell'Expo, perdano gran parte della loro forza, ma ponendo alla base il diritto e dando la parola al diritto al cibo si può legittimamente ritenere che ci sia un futuro nel quale Milano possa essere davvero indicata come capitale mondiale dell'alimentazione.