Roma (TMNews) - "Ecco la parte ottimista dell'Europa". A dispetto di vecchi stereotipi, è così che Slawomir Majman definisce la Polonia. Majman, capo dell'Agenzia per gli investimenti di Varsavia, spiega che la Polonia non è mai entrata in recessione in nessuno degli anni della crisi globale. La Polonia ha puntato molto sui fondi strutturali per costruire infrastrutture e adeguare il proprio sistema burocratico e di formazione. Questo le ha permesso di attirare molti investimenti."Gli imprenditori stranieri - spiega il sottosegretario all'economia Ilona Klik - non puntano più sulla Polonia solo per il basso costo del lavoro, ma anche per l'alto livello d'istruzione"Una conferma viene da Fabio Pomella, plant manager di Indesit a Lodz: "Che si lavori in Italia piuttosto che in Polonia, il processo produttivo è esattamente lo stesso. Quello che può cambiare per quanto riguarda la cultura dell'operaio, è che qui in Polonia c'è una maggiore diffusione della lingua inglese".Sono molte le compagnie italiane che hanno investito in Polonia, da Ferrero a Unicredit, che nel paese controlla Bank Pekao, la prima banca polacca per asset. Ma l'investimento più importante è quello di Fiat, che ha due fabbriche. Nell'impianto di Tycy lavorano 3.500 addetti. L'indotto conta 4mila addetti. Molte delle fasi produttive sono realizzate da robot. Spiega Antoni Gren, plant manager di Tychy: "Siamo su un livello di 1.500 vetture al giorno e il nostro piano per il 2013 prevede poco meno di 290mila all'anno".Nel 2009 si raggiunse il picco di 606mila vetture. Quest'anno si punta a 287mila. Ma a Tychy si spera che Torino porti qui un nuovo modello.