Reggio Emilia, (TMNews) - Filo spinato, telecamere di sorveglianza, porta blindata. All'interno solidi asset, a garanzia dei prestiti concessi ai produttori locali.Siamo in uno dei due depositi blindati del Credito Emiliano, tra le province di Modena e Reggio Emilia. Qui sono custodite circa 432mila forme di Parmigianno Reggiano, per i tradizionali 24 mesi di stagionatura: un patrimonio da oltre 190 milioni di euro lasciato a garanzia dei prestiti che l'istituto eroga ai produttori del Parmigiano e del Grana. Una formula nata esattamente 60 anni fa, ma che sembra fosse già utilizzata al tempo dei Medici.Attraverso la Magazzini Generali delle Tagliate, il Credem prende in pegno le forme, facendosi carico di monitorare tutte le fasi della stagionatura e predisponendo le certificazioni richieste per questo tipo di merce. Per i produttori questo significa poter ottenere la liquidità necessaria a mandare avanti la propria attività. La banca, dal suo canto, in caso di default del produttore, può vendere direttamente il formaggio rientrando sul debito.Del resto i produttori hanno bestiame da sfamare e dipendenti da pagare: e prima che il latte si trasformi in moneta passano anni. Come spiega Davide Caretti."La banca ci anticipa i soldi del formaggio. Così mettiamo le nostre forme nella cassaforte finchè non saldiamo il debito".Un matrimonio felice, dunque, tra finanza e mondo dell'impresa. Che potrebbe rivelarsi vincente anche per altri settori.