Milano (TMNews) - In fatto di tempi di pagamento non è solo la pubblica amministrazione ad avere qualcosa da farsi perdonare. Troppo spesso, anche nei rapporti tra imprese private, piccoli fornitori si trovano costretti a fare da banca ai propri grandi clienti senza nessuna protezione né vantaggio rispetto al credito vantato. Per questo 37 aziende, tra le quali colossi come Eni, Vodafone e Cisco, hanno aderito al Codice italiano pagamenti responsabili di Assolombarda, prima raccolta di regole di autodisciplina sulla puntualità dei pagamenti che ambisce a essere un punto di riferimento a livello nazionale come spiega Gianfelice Rocca, presidente dell'associazione milanese di industriali: "Mediamente i pagamenti viaggiano dai 30 fino a 90-120 giorni anche di grandi imprese. Con questo meccanismo, prima ancora di stabilire per legge che i pagamenti devono essere di 30 o 40 giorni, noi chiediamo alle imprese di dichiarare in modo trasparente come intendono pagare e poi di rispettarlo assolutamente".I creditori potranno ricorrere alla Bocconi e all'Assolombarda per chiedere il rispetto dei tempi pattuiti con il rischio, in casi estremi di inadempienza, di perdere la faccia: "Nel caso non vengano rispettati si toglierà loro il marchio di qualità".In gioco c'è dunque la reputazione delle aziende italiane sui mercati nazionali e internazionali, ma anche la loro competitività visto che tempi contrattuali non troppo lunghi e sistematicamente rispettati consentono a ciascuna azienda di migliorare la propria gestione finanziaria e monetaria riducendone i costi.