Dubai (askanews) - L'incremento delle forniture di greggio sul mercato globale non giustifica il drammatico calo dei prezzi. Questa l'opinione di Abdalla Salem el-Badri, segretario generale dell'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio che intuisce manovre speculative alla base dei ribassi."Stiamo cercando di capire, spiega il segretario dell'Opec in conferenza stampa a Dubai, quali siano le ragioni che hanno creato le condizioni per questo drastico calo dei prezzi. Analizzando forniture, domanda e scorte si comprende che tutto ciò non basta a giustificare un ribasso che da giugno tocca quasi il 50%".L'Opec il mese scorso ha deciso di mantenere i livelli di estrazione nonostante le richieste di tagli da parte di alcuni paesi come Venezuela ed Ecuador. La produzione di greggio è così rimasta intorno ai 30 milioni di barili al giorno mentre paesi al di fuori del cartello Opec hanno immesso sul mercato altro sei milioni di barili al giorno. I dati dell'International Energy Agency, che ha tagliato le stime dei consumi per il 2015, e della Cina, in rallentamento industriale, hanno contribuito al calo dei prezzi ma secondo Badri i fondamentali del mercato non ne giustificano l'ampiezza.Anche la produzione di shale oil, il petrolio estratto da rocce bituminose negli Stati Uniti ha contribuito alla congestione del mercato abbassando i prezzi. Ma secondo Badri la caduta dei prezzi è un fenomeno ciclico e i paesi del Golfo potranno sopravvivere grazie alle riserve finanziarie accumulate negli anni d'oro.Badri ha comunque avvertito che i tagli negli investimenti per esplorazione ed estrazione provocheranno una risalita prepotente dei prezzi nel 2020 quando l'industria petrolifera americana si contrarrà a causa delle riserve limitate di cui può disporre costringendo gli Usa a fare affidamento sulle scorte del Medioriente ancora per molti anni a venire.(Immagini Afp)