Roma, (askanews) - Era stata salvata nel 2008 dallo Stato olandese a colpi di decine di miliardi. Ora l'Aia sperava di recuperarne una parte, rimettendola sul mercato. Ma il ministro delle Finanze, nonché presidente dell'Eurogruppo Dijsselbloem, è stato costretto a bloccare tutto. Perché da una relazione parlamentare è saltato fuori che i dirigenti di Abn Amro si erano appena attribuiti un maxi aumento delle buste paga, un più 17 per cento a oltre 700 mila euro in media l'anno."Un segnale sbagliato", secondo il governo, mentre la maggior parte dei cittadini deve ancora barcamenarsi con l'austerità resa necessaria dalla crisi. E così la privatizzazione prevista entro la fine del mese è slittata a data da destinarsi.E questa sorta di ritorno di fiamma dei manager a praticare - per sé - aumenti fuori scala alle retribuzioni rischia di non essere un caso isolato. Restando in Olanda, al gruppo Ing, che in Italia controlla Conto Arancio, il direttore generale si è visto aumentare gli emolumenti di oltre il 28 per cento a 1,63 milioni di euro.