Varsavia (TMNews) - I venti di guerra russo-ucraini, che stanno rallentando la crescita in tutta l'Europa dell'Est, non fanno cambiare la strategia di Unicredit nella regione. L'ha spiegato il direttore generale del gruppo Roberto Nicastro, parlando a Varsavia margine della riunione annuale della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo. Unicredit nuova europa 130 (00.01-00.41) "Quest'anno oltre a essere, cosa molto importante, il 25mo anniversario della caduta del Muro di Berlino e il decimo anno dall'allargamento, sono 15 anni che noi abbiamo avviato la nostra strategia qui e l'abbiamo fatto pensando al lungo periodo e credo che quella sia un po' la chiave di successo. Cosa che continuiamo a fare anche in questa fase. Quindi, anche pensando che un'escalation della crisi non sia assolutamente nell'interesse di nessuno, guardiamo avanti, anche oltre problemi contingenti".La banca italiana è presente in Europa dell'Est dal 1999, con l'acquisizione della polacca Bank Pekao, ed è una dei più importanti operatori nell'area di ex influenza sovietica. La divisione è guidata da Gianni Papa. Unicredit nuova europa 128 (00.41-01.14) "Noi siamo nettamente il principale gruppo bancario europeo presente nella regione, abbiamo oggi qualcosa come 3.600 filiali in tutti i paesi, siamo banca numero uno o prima internazionale in paesi come la Polonia, la Russia, la Turchia, la Bulgaria, la Croazia e abbiamo anche tantissimi colleghi, sono quasi 50mila persone nostre, che lavorano nella regione".Una strategia di diversificazione che ha pagato, negli anni, secondo Nicastro: Unicredit nuova europa 130 (00.51-fine) "Il centro est Europa rappresenta oggi circa il 30 per cento del gruppo. Teniamo presente che un altro 30 per cento è invece derivante dalla nostra presenza in Austria e in Germania. Oggi effettivamente, con un po' di vezzo, ci piace chiamarci unico gruppo veramente europeo, perché quasi nessun gruppo o banca commerciale, che è presente in modo così diversificato in molti paesi. Quindi vediamo nella diversificazione un beneficio. E in questi anni abbiamo visto che magari quando un'economia non andava bene, il fatto di essere presenti in un'altra ci ha aiutati e viceversa. Quindi pensiamo che la diversificazione sia un grosso atout".Nell'ambito della riunione Bers, Unicredit ha presentato un rapporto nel quale sostiene che la ricchezza delle famiglie dell'Europa centro-orientale deve ancora crescere per agganciare quella dei paesi più sviluppati. Questo dà alle banche ancora importanti margini per sviluppare le proprie attività.