Milano, 12 gen. (askanews) - La strada per arrivare anche in Italia ad una regolamentazione delle attività di lobby passerebbe attraverso il nuovo Codice degli Appalti. Lo ha confermato il viceministro alle Infrastrutture Riccardo Nencini, illustrando, a margine di una iniziativa di studio Assimpredil Ance, alcune caratteristiche della legge delega sulla riforma degli appalti, ora in discussione al Senato."L'Italia come sapete, a differenza del Parlamento europeo e di altri Paesi europei, non ha una legge che regolamenti l'attività dei gruppi di pressione e li dentro è prevista. Rigurada tutti coloro che sostengo la propria azienda o altre aziende e lo fanno interpellando interlocutori pubblici, spesso istituzionali. E qui si prevede la costituzione di un registro: chi chiede di essere ricevuto per affrontare un tema di interesse per la propria azienda si deve rigistrare, deve dire il motivo per cui chiede di essere interpellato, chi interpella deve motivare la ragione dell'incontro e spiegare cosa è successo in quell'icontro e se ci sono state richieste che sono state avanzate. E' un criterio che funziona in tutto il mondo e in Italia non sappiamo se funzioni semplicemente perché non c'è".