Milano, (askanews) - 13 piani di hotel e 18 di appartamenti. La Torre Galfa, simbolo per anni del degrado immobiliare di Milano, tornerà a vivere. Il grattacielo di 103 metri, salito agli onori delle cronache nel 2012, quando fu occupato dagli artisti del collettivo Macao, verrà restituito alla città a fine 2017, dopo 16 anni di abbandono. A raccontarci il progetto Gian Luca Santi, direttore generale Immobiliare di UnipolSai, attuale proprietaria dell'immobile:"E' sicuramente una operazione importante che riprende un edificio chiuso dal 1999. E' interessante perchè fa una proposta innovativa: sarà un edificio mixed-use, un cond-hotel che abbia due caratteristiche: alberghiera e residenziale".Il progetto di riqualificazione, firmato dall'architetto Maurice Kanah, costerà a Unipol un centinaio di milioni di euro ed entrerà nella fase operativa a gennaio del prossimo anno. L'assessore all'Urbanistica del Comune di Milano, Ada Lucia De Cesaris:"Quando si recupera una parte non utilizzata della città noi stiamo restituendo qualità, stiamo restituendo la vita. E' il segno di come Milano sta cambiando, è il segno di come Milano ha invertito il rapporto col privato".L'edificio che sorge all'incrocio tra via Galvani e via Fara, dalle cui iniziali prende il nome, fu progettato nel 1959 dall'archietto Melchiorre Bega per ospitare gli uffici della società petrolifera Sarom. Nell'80 viene ceduto alla Bpm che lo abbandona nel 2001 per poi venderlo nel 2006 a Fondiaria-SAI, oggi UnipolSai.