Roma, (askanews) - Rilanciare le relazioni economiche e industriali nella Regione Mediterranea anche per contrastare con la crescita dell'economia il terrorismo, l'immigrazione e i problemi politici dell'area. E' il programma della società multinazionale di consulenza EY (nuovo nome della Ernst & Young) che ha organizzato a Roma (all'Hotel Rome Cavalieri) il 16 e 17 aprile prossimo il Forum "Unlocking the potential of the Mediterranean region (Sviluppare le potenzialità della regione mediterranea)". "Abbiamo deciso di affrontare questo tema - spiega ad askanews Donato Iacovone, managing partner di EY - per due ragioni. La prima perchè molti colleghi di questi Paesi ci hanno chiesto di organizzare un evento sul Mediterraneo per far incontrare le imprese e sviluppare gli investimenti e le esportazioni. La seconda ragione è che quest'area rappresenta il 15% del Pil mondiale e nell'ultimo anno, nonostante le difficoltà politiche, ha visto crescere l'interscambio del 4%. All'evento di Roma parterciperanno circa 500 imprese, più della metà in arrivo dal Nordafrica, dall'Arabia Saudita, dagli Emirati, dalla Francia, dalla Germania e dalla Spagna, che è uno dei Paesi più attivi nell'area nel settore delle costruzioni. C'è un grande interesse delle imprese a incontrare altre aziende o anche fondi d'investimento sovrani e no per sviluppare relazioni di business. Eventi come questo possono aiutare anche le imprese minori e le imprese familiari a incontrare partner potenziali con i quali affrontare il tema dell'internazionalizzazione, superando la logica che debba essere la politica a generare business o favorire scambi commerciali. Certo, la politica può aiutare, e il dinamismo del Governo Renzi è molto apprezzato in questi Paesi, ma ci può essere anche una via autonoma di sviluppo, è possibile anche sviluppare business autonomamente. Tra i settori più richiesti, cui abbiamo dedicato specifiche sessioni nel Forum - conclude Iacovone - ci sono le energie rinnovabili e le smart cities, dove l'Italia ha una posizione interessante perchè abbiamo capacità tecnologica e di sviluppo, così come altri settori, come quello della sanità per costruire nei Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente ospedali di ultima generazione".