Milano (askanews) - Gli allevatori italiani della Coldiretti sono scesi in piazza, venerdì 6 febbraio 2015, per difendere la qualità e l'eccellenza del latte nostrano. Protestano perché il prezzo del latte loro pagato dalle grandi aziende è bassissimo, a fronte del costo molto elevato nella vendita al dettaglio. Molte aziende, inoltre, preferiscono comprare all'estero latte e derivati a discapito della qualità e della genuinità del "Made in Italy"."Il problema - spiega un allevatore lombardo - è che il latte è diminuito troppo di prezzo, del 30% in 4 o 5 mesi, perché i francesi hanno comprato la maggior parte dei marchi italiani e di conseguenza sono loro che dirigono il mercato"In molte città d'Italia, sono state organizzate vere e proprie mungiture pubbliche. A Milano c'era anche il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina."Non è pensabile che non si coprano nemmeno i costi di produzione nelle stalle, noi stiamo attivando alcune azioni, ne parleremo anche ad un tavolo con tutti gli attori della filiera, ciascuno deve dare però una mano, il governo c'è, quel che può fare lo fa, io però mi aspetto qualche novità anche sul fronte dell'industria".Secondo il dossier "L'attacco alle stalle italiane" di Coldiretti, il prezzo del latte fresco moltiplica più di quattro volte dalla stalla allo scaffale con un ricaricodel 328 per cento. In altre parole - spiega Coldiretti - per bersi un caffè al bar gli allevatori devono vendere tre litri di latte. Così, a Roma, ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti."Crediamo che la qualità dell'agricoltura italiana - ha detto - sia un fattore di crescita dell'intero Paese. Il mio Ministero ha collaborato moltissimo con quello dell'Agricoltura proprio per arrivare a quest'obiettivo".