Roma, (askanews) - Il Mezzogiorno peggio della Grecia. Il Rapporto Svimez sull'economia del Sud Italia lancia l'allarme spiegando come, tra il 2001 e il 2014, il tasso di crescita delle regioni meridionali abbia fatto registrare una performance molto peggiore rispetto alla Grecia. In particolare, in 13 anni, il tasso di crescita cumulato è stato del più 15,7% in Germania, più 21,4% in Spagna e più 16,3% in Francia. Negativa la Grecia, con meno 1,7%, ma mai quanto il Sud, che, con un meno 9,4% tira giù al ribasso il dato nazionale che è del meno 1,1%, contro il più 1,5% del Centro-Nord.Lo scorso anno, il Pil del Mezzogiorno è arretrato dell'1,3%, arrivando al settimo anno consecutivo di ribassi. In miglioramento rispetto all'anno precedente quando si registrò una caduta del 2,7%, ma con un calo superiore di oltre un punto percentuale rispetto al Centro-Nord, dove il Pil è arretrato dell'1,3%.L'allarme della Svimez si estende poi alle condizioni sociali nel Mezzogiorno, con un Pil pro capite tornato ai livelli del secolo scorso: in pratica lo scorso anno un altoatesino ha prodotto 22 mila euro in più rispetto a un calabrese. Inoltre, secondo l'associazione, al Sud una persona su tre sarebbe a rischio povertà contro una su dieci del Centro Sud.Immediate le reazioni, i sindacati parlano di veri e propri rischi sociali, con la Cgil che annuncia per settembre l'avvio di una vertenza nazionale, mentre per la Confesercenti il 16% delle famiglie del Meridione non riesce a coprire con il proprio reddito nemmeno le spese indispensabili.